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martedì 17 febbraio 2015

Con le mani in pasta parte seconda... le chiacchiere!

Come ho già avuto modo di dire, del Carnevale io adoro i dolci... datemi le zeppole, datemi la cicerchiata, datemi le tagliatelle fritte o arancini o lemoncini, datemi le chiacchiere o frappe, datemi le castagnole ripiene di crema... insomma... tutta robina leggera... e mi farete immensamente felice!
Quella delle chiacchiere è una ricetta che si tramandava in famiglia, ma poi non venivano mai bene come quando si compravano al forno... sempre troppo dure... questa volta mi sono invece voluta fidare di Araba Felice e ho fatto quelle da lei proposte, con la ricetta di Pellegrino Artusi, mica uno qualunque! Ho impastato a regola d'arte, rigorosamente a mano, seguendo i consigli di Sfoglina Simonetta, facendo riposare l'impasto e preparando intanto l'occorrente per dopo... e poi... il miracolo! Si sono cotte in un attimo, sono croccanti e friabili... proprio un'ottima maniera per concludere le festività del Carnevale!!!
Un paio di foto...
La preparazione...

... e il risultato finale! 
Da domani inizia la Quaresima e quindi di queste golosità se ne farà un po' a meno.... e soprattutto si riprenderà a macinare km su km di corsa tra le strade di campagna o sul lungomare... per godersi un po' della natura che si sta pian piano risvegliando!

venerdì 6 febbraio 2015

Con le mani in pasta... per i dolci di Carnevale!

In questi ultimi anni si è assistito a un fiorire di trasmissioni televisive, blog, pubblicazioni, libri, tutti incentrati sul cibo e le sue svariate declinazioni: dalla preparazione delle ricette della tradizione a esperimenti più fusion o avveniristici, dalla rivalutazione della cucina regionale all'esaltazione di quella straniera; c'è stata anche una proliferazione di ristoranti con svariate proposte dai quattro angoli della terra: se fino a dieci anni fa il massimo che potevi fare, in termini di assaggio di pietanze estere, era andare al ristorante cinese o messicano, ora non è difficile trovare pure da noi il thailandese, l'indiano o il giapponese, senza dimenticare le più o meno famose catene americane di fast food.
I corsi per imparare a fare la pasta all'uovo (eccomi! presente!) o il pane o il cake design abbondano, "sfruttando" giustamente questo trend che ci riporta alla memoria sapori passati o ce ne fa scoprire di nuovi; ma, soprattutto, una cosa in più che, più o meno direttamente, questa tipologia di lavoro manuale dà, è la possibilità di funzionare da metodo di rilassamento o valvola di sfogo... quando ti metti davanti la tavola di legno, pesi la farina, rompi le uova, versi lo zucchero o altro, la mente è concentrata solo su queste cose... i pensieri negativi restano più o meno fuori, per un certo lasso di tempo l'attenzione è concentrata solo sui passaggi fondamentali nello svolgimento della ricetta... e c'è un vivo stupore quando si vede quello che si riesce a tirare fuori da quell'impasto dapprima informe di farina, latte, uova e burro... Così io oggi mi sono cimentata nella preparazione delle tagliatelle fritte, come le abbiamo sempre chiamate a casa... mentre nei vari panifici prendono il nome di arancini o limoncini! (così, giusto per aggiungere incomprensioni... visto che un'amica siciliana su Facebook mi chiedeva che diamine stessi preparando!)
Gli ingredienti sono pochi, ho più o meno preso una vecchia ricetta di famiglia che ho riadattato (50 grammi di lievito di birra... ma stiamo scherzando!?!?), ho fatto qualche errore nel ripieno ("solo la buccia di due arance??? Ne servivano minimo 4!" il commento di mia madre!)... ma il risultato finale è stato decisamente più che soddisfacente!!! 
Se volete provare a replicarli... nelle Marche questi vanno alla grande!!! ;)

Ingredienti
500 gr. di farina
1 uovo
100 gr. di burro morbido
1 bicchiere di latte (200 ml. circa)
1 panetto di lievito di birra (25 gr.)
olio di semi per friggere

La buccia di 3 o 4 arance non trattate da ridurre poi in pezzettini (santo mixer) e da mescolare con lo zucchero... 4 o 5 cucchiai... (la difficoltà nello scrivere questa ricetta è che mamma ha sempre detto: poi fai a occhio... e io sto replicando!)


Procedimento
Sciogliere il lievito nel bicchiere di latte tiepido, dopodichè impastare la farina con l'uovo, il latte con il lievito e il burro morbido. Tirare una sfoglia, che sarà molto elastica, e cospargere sopra il composto di buccia di arancia e zucchero (che si prepara poco prima di iniziare il tutto); arrotolare la sfoglia e poi tagliare con un coltello delle fettine di un centimetro circa.


Friggere (sì, una volta tanto concediamoci questo sfizio e friggiamo! Niente forno!) in abbondante olio caldo.


E infine... le mie tagliatelle fritte calde calde! Buon appetito... a noi! 



(Il momento in cui mi sento l'Antonella Clerici de noialtri - viva il dialetto marchigiano - è finito!!!)
La prossima sfida saranno... le zeppole! (e la palestra!)

PS: piccola nota!
Nonostante la presenza del lievito di birra, questa ricetta non necessita di un tempo di riposo... come si tagliano le fette dal rotolo, poi si friggono subito! 



mercoledì 14 gennaio 2015

Con le mani in pasta!

Come avevo preannunciato nel post precedente, da sabato scorso ho iniziato il corso di pasta all'uovo presso lo store Filotea...


Io e i miei compagni di corso (non eravamo tutte donne... anche se eravamo in maggioranza) ci siamo quindi concessi tre ore in cui non sono esistiti telefonini o computer o notifiche varie... tutte le nostre forze e i nostri pensieri erano per quello che le nostre mani stavano creando, sotto la sapiente guida della Sfoglina Simonetta; da due semplici ingredienti, ma di qualità, come uova e farina, abbiamo ricavato vassoi di tagliatelle, maltagliati, quadrettini, farfalle e garganelli! C'era chi un pochino sapeva fare, chi era invece completamente all'oscuro di come si potesse stendere la sfoglia, oppure chi l'aveva visto fare tante volte in passato dalle nonne, ma non ci si era mai dedicata (la sottoscritta)... Avevo già seguito un corso di cucina, ma questo è stato il primo in cui mi sono sporcata (neanche troppo) le mani in prima persona, commettendo gli inevitabili errori da principiante (troppo esercizio servirà ancora perchè le mie sfoglie siano perfettamente rotonde!)... 
Sabato prossimo continueremo la nostra immersione nel mondo della tradizione culinaria e prepareremo i ravioli!
Io con il mio lavoro!

Preparazione dei garganelli

Intanto io mi sono esercitata anche a casa... e questa mattina... altre tre uova di tagliatelle! E per rimanere nel campo delle tradizioni che si tramandano... la tavola che ho usato... apparteneva a mia nonna! Ignoro quanti anni abbia, mi fa piacere che, dopo lei e mia madre, adesso possa usarla io!

Uova e farina... più semplice di così?!?

Le mie tagliatelle... non male come seconda volta, no??


Dopotutto il cibo e l'alimentazione sono alla base di Expo2015 (a proposito.... ho già il biglietto!), per cui bisogna preservare e valorizzare questi saperi.... chissà che magari non si riesca a concretizzare qualcosa anche con dei turisti, no!?!?
A presto! 

domenica 4 gennaio 2015

Piccoli approcci con la cucina... la mia esperienza con la pasta Filotea/1 !

E' passato ormai un mesetto dalla mia esperienza lavorativa all'Artigiano in Fiera di Milano... ho avuto già modo di raccontare un po' del mio soggiorno in terra meneghina, basta scorrere indietro con i miei post...  l'articolo di oggi lo dedico invece a una delle aziende che ho conosciuto tra i corridoi del padiglione 3... è un'azienda Made in Marche, anzi... Made in Ancona! Si tratta di Filotea che, citando la loro presentazione è "una piccola realtà marchigiana che nasce con la volontà di fare la pasta allo stesso modo di come si faceva una volta". Le nostre nonne e prozie hanno impastato decine e decine di uova (rigorosamente provenienti dal proprio pollaio) con non si sa quanti chili di farina per ottenere tagliatelle, maltagliati, quadrellini (come li chiamava mia nonna!), da usare nei pranzi della domenica, quelli in cui ci si poteva permettere qualcosa in più!
I tempi sono cambiati, la fretta e la frenesia la fanno ormai da padrone, non c'è più il tempo di mettersi a preparare pazientemente e diligentemente la pasta all'uovo fatta in casa... Ben vengano allora aziende come Filotea che propongono prodotti di qualità, con un occhio alla tradizione e uno all'innovazione! 
E' proprio questa curiosità che mi ha spinta a comprare e a portarmi a casa, in un interminabile viaggio in treno Milano-Montemarciano, ben quattro - dico quattro - pacchi di pasta di quest'azienda (oltre che una valigia che, al ritorno, aveva un peso di ben oltre 30 chili!)!
Ed è sempre a causa della mia voglia di provare cose nuove che, tra le quattro confezioni che ho portato giù (confezioni tra l'altro fatte benissimo... nemmeno una fettuccina si è rotta durante quei momenti concitati sul regionale a Bologna in cui è scattata la "caccia al posto"!), ce ne era una di fettuccine al cacao! Ero un po' in difficoltà su come cucinare questo tipo di pasta, non sapevo cosa potessi abbinarci... per fortuna Marco, oltre a vendermi le fettuccine, mi ha anche dato l'idea... per cui ecco le mie fettuccine al cacao con speck, radicchio, noci e ricotta!


Ingredienti per 4 persone:
una confezione di fettuccine Filotea al cacao da 250 grammi
150 gr. di speck (tagliato a fette fine o a cubetti, come si preferisce... io le fettine fine)
uno scalogno
un radicchio rosso 
una confezione da 250 gr. di ricotta
gherigli di noce tritati a pezzettini (per noi 12 noci circa)
sale e olio qb

Preparazione
Tagliare lo scalogno e farlo appassire in padella con l'olio, aggiungere poi il radicchio che si è tagliato a listarelle, fino a che non si è appassito pure lui; gettare infine lo speck ridotto a pezzetti (a me piace poco cotto... se invece lo preferite più cotto, mettetelo giù prima del radicchio); nel frattempo rompere le noci e ridurre in briciole i gherigli. Portare a ebollizione l'acqua per la pasta, salare, buttare giù la pasta, attendere i 4 minuti di cottura e scolare; trasferire la pasta e il sugo in una padella, aggiungere la ricotta precedentemente schiacciata e far saltare in padella per un paio di minuti, in maniera da far evaporare l'acqua in eccesso; servire avendo cura di aggiungere infine i gherigli di noce! Buon appetito!

Variazioni:
volendo, per un sapore più deciso, invece della ricotta, si può mettere del gorgonzola! Infine, chi voleva, ha aggiunto del parmigiano grattugiato al momento... io ho preferito omettere!

Una pasta semplice ma buona e gustosa! Il prossimo esperimento in cucina vedrà impegnata la pasta insaporita al limone, ovviamente sempre di Filotea... ma il prossimo obiettivo è imparare a farla da me la pasta! A tal proposito l'azienda propone un corso in quattro appuntamenti... indovinate chi non vede l'ora di sporcarsi le mani con la farina e le uova sabato prossimo!?!??


Si inizierà dall'Abc... per arrivare ai tortellini bolognesi! Poi vi informerò sui miei progressi!
A presto
Chiara

PS
Ci tenevo a precisare che tutti gli ingredienti sono stati comprati da me e che il mio giudizio sulla pasta riflette la mia opinione personale!